Sabato sera da schifo.

We noi andiamo da tua sorella, tu che fai? Esci?

No resto a casa stasera…

Vuoi venire con noi?

Preferisco di no, non voglio che mi vedano in questo stato.

Va bene…ci vediamo più tardi.

Questa conversazione tra me e i miei genitori sono il preludio perfetto di una serata che dovrò al più presto dimenticare.

Nemmeno il tempo di chiudere il portone ai miei, che vado da mio cugino di fronte a farmi prestare 2 sigarette, ne avevo bisogno. Mio cugino, che è a conoscenza dell’inculata che ho ricevuto, sa  che in questi casi la nicotina per me è vitale, mi aiuta a rilassare i nervi che sono a fior di pelle. Prima di andare via e tornare nel  mio appartamento lui mi dice: 

Luigi, non è cosi che devi reagire.

Io mi limito a dire un opaco va bene, anche perchè non ho voglia di parlare e descrivere tutto lo schifo e l’umiliazione che ho dentro.

Non avere la possibilità di vedere i miei amici, perchè non posso permettermi nemmeno i 10 € di benzina che mi servirebbero per andare da loro, è umiliante per me, a 26 anni; a maggior ragione se sei reduce di un periodo lavorativo schifoso da ogni punto di vista, e nemmeno pagato.

Salgo su nella mansarda, che è diventato ormai il mio rifugio personale, e mi accendo la prima sigaretta con non poche difficoltà, sia per il nervoso che ho dentro sia per il freddo. Mi appoggio sul muro che si affaccia nel paese e dentro di me mi sento un pezzente. Cavolo Luigi perchè a 26 anni sei cosi pezzente? Perchè deludi sempre le persone a cui vuoi bene ? Perchè il destino ti deve riservare sempre brutte sorprese?

Per me è umiliante dire “scusate ma stasera non posso uscire perchè non posso permettermelo”, che razza di persona sono? Uno che campa sulle spalle dei propri genitori? 

La prima sigaretta si è consumata subito, e mentre cerco di accendere la secondo già sento gli occhi gonfi di lacrime.

Ho sempre dato il massimo per non deludere mai nessuno, ma alla fine finisco sempre per avere inculate, e di conseguenza deludere tutti quelli che mi circondano. Non posso dire di essere solo, perchè fortunatamente ho avuto sempre la massima comprensione, ma questo mi consola solo in parte, resta sempre il magone dentro di non poter vivere tranquillamente, in maniera spensierata, almeno nelle cose che farebbe un qualsiasi ragazzo di 26 anni: il sabato sera prepararsi per potersi divertire con i suoi amici dopo una settimana di studio/lavoro; non chiedo i miliardi, chiedo un minimo di soddisfazione, un minimo di vita normale.

E mentre si brucia anche la seconda sigaretta, do uno sguardo al cielo sperando che un qualche segno celeste mi indichi la retta via; un tentativo disperato e anche patetico di vedere qualcosa di positivo anche in serate come questa.

Scendo giù e decido di sfogare il mio stato d’animo scrivendo questo post schifoso, pieno di piagnisteo e di vittimismo, ma almeno questo concedetemelo.