Io Giuro, Io Prometto

Promettere e Giurare.

Due verbi che in sostanza vengono usati per lo stesso scopo, ossia la volontà di impegnarsi nel compiere una determinata azione verso gli altri, mettendo in gioco la loro fiducia. Certo i vocabolari possono dare una definizione più precisa di questa, ma il concetto non cambia.

Se non ricordo male ho già parlato di questi due verbi, quindi scusatemi se sono ripetitivo, ma quando sento di dover dire qualcosa su un determinato argomento lo faccio punto e basta.

Col tempo mi sono prefissato un impegno, cioè di non utilizzare mai questi verbi, neanche quando son sicuro di poter mantenere la parola data.

Il motivo è semplice: ritengo che chi usa questi verbi sia quasi, e dico quasi, sempre con la coscienza sporca.

Ho iniziato a vedere questi come dei verbi paraculo, perchè vengono usati da chi sa di stare in torto e cerca di rimediare mettendo in gioco addirittura la fiducia; chi lo fa, a mio parere, non ha mai capito il vero senso dei legami tra due o più persone, che si dovrebbero basare sulla fiducia di avere davanti a se una persona schietta, sincera e trasparente, non l’incoerenza.

Buon per voi se c’è qualcuno che mantiene le proprie promesse e i propri giuramenti, in quei casi alzo le mani, ma a mio modesto parere se queste persone sono in buona fede, possono anche fare a meno di questi verbi: se si è si, se no è no; semplicemente.

A proposito di questo, concludo questo mio intervento con un passo del Vangelo, il famoso Discorso della Montagna, dove Gesù parla proprio di questo:

Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare si, sì; no, no.

Non c’è bisogno di aggiungere altro.

Norther - Frozen Angel

insieme eravamo come una sola persona
tutto ciò che avevamo non può essere cancellato
il nostro amore sta svanendo, ora è andato via
il nostro tempo sta svanendo, così è andato via
il sangue che ci legava
ci terrà uniti fino alla morte

moriremo soli
mio angelo di ghiaccio
scompariremo da soli
da questo mondo
morirai da solo
mio angelo di ghiaccio
scompariremo da soli
da questo mondo

insieme eravamo come una sola persona
tutto ciò che avevamo non può essere cancellato
il nostro amore sta svanendo, il sentimento è andato via
il nostro tempo sta svanendo, ora è compiuto
non posso fare niente, non posso dire niente
scompari
mio angelo di ghiaccio

Verità contro Egoismo

A volte la verità non basta.

La verità, per quanto possa avere un potere risolutore, non sempre spinge in maniera decisa verso la scelta più giusta.

Noi tutti inseguiamo la verità, le risposte sincere, e odiamo le bugie, ma a volte capita che si è costretti a mentire.

Quando penso alle fantomatiche “bugie a fin di bene”, in automatico mi viene in mente il detto machiavelliano “il fine giustifica i mezzi; perchè? Perché alcuni sono talmente cocciuti ed egoisti che nonostante tu sia sincero e trasparente, non accettano qualcosa che vada contro i loro desideri; anche se loro fanno finta di volere il tuo bene in realtà pensano solo a se stessi.

Qui scatta la bugia a fin di bene.

Dici cose false, che non pensi, magari in grado di squartare in due il cuore di una persona.

In alcuni casi quelle bugie sono necessarie affinché ognuno vada per la  giusta strada. Il problema non sono le bugie, è l’egoismo che ci spinge e non accettare la verità.

Ci si lamenta che la gente sia bugiarda o falsa, ma prima di dirlo poniamoci la seguente domanda: sappiamo accettare la verità?

Gotthard - Need to Believe

A volte non so perché
sento di voler cominciare a piangere
Vedo gli occhi dei bambini
Ho visto le loro speranze svanire

Quando una madre piange per pietà
ma nessuno la ascolta
È facile girare la testa dall’altra parte
e dimenticare tutte le lacrime

Non voglio accettarlo, dobbiamo provare
ho bisogno di credere
Non mentire, riguarda noi
e il creare il posto dove viviamo

Datti una calmata e pensaci
non è tempo per le scuse, no
È importante decidere
perchè non voglio lasciarti andare

Non voglio accettarlo, dobbiamo provare
ho bisogno di credere
Non mentire, riguarda noi
e il creare il posto dove viviamo

Qualcuno sa tutte le risposte?
Perchè la gente osserva e passa oltre
Non è troppo tardi per la guarire
Diamogli le ali per volare

Non voglio accettarlo, dobbiamo provare
ho bisogno di credere
Non mentire, riguarda noi
e il creare il posto dove viviamo
Ho bisogno di credere
Ho bisogno di credere
Ho bisogno di credere

Il dono della parola

Di certo io non sono l’erede diretto di Alessandro Manzoni, non sono laureato a lettere e filosofia ( anche se mi ci avvicino per certi versi ), ma sicuramente apprezzo il grande potere che può avere la parola.

La possibilità di poter esprimere idee ed emozioni usando suoni che insieme formano dei vocaboli, che a loro volta formano delle frasi di senso compiuto è fantastico. Anche ora sto usando la parola, scritta ma la sto usando.

Eppure noi questo dono l’abbiamo sminchiato che una bellezza.

Utilizziamo le parole solo per sparare stronzate che poi risultano il contrario dei fatti che una persona fa.

Questo non è un discorso legato all’ipocrisia di cui tutti, chi più e chi meno, siamo affetti ( per me tranquillamente classificabile come l’ottavo vizio capitale ), è su come veramente usiamo male questo piccolo grande dono.

Lo usiamo per ingannare, mentire, soprattutto a noi stessi.

Per quanto triste sia questa cosa, infondo mi diverto. Si, mi diverto a vedere come questo dono viene sminchiato e disonorato in tutta la sua essenza e, credetemi, è uno spettacolo tanto divertente quando istruttivo perchè mi dico: beh…ho la possibilità di esprimere dei concetti con questo mezzo, perchè debbo dire delle stronzate? Per interesse? Per egoismo? Perchè voglio ingannarmi dicendo cose giuste che poi non mantengo?

Non ci penso proprio. Farò il possibile per usare al meglio ogni frase che uscirà dalla mia bocca.

Ricchezza e Povertà

La ricchezza moltiplica gli amici, ma il povero è abbandonato anche dall’amico che ha.

Approfitto di questo “Proverbio” che ho letto per fare una riflessione delle mie, del tipo "sono ovvietà che ogni tanto è bene ricordare perchè essendo scontate uno non le applica".

Mi vengono in mente tutti quei fighettini del sabato sera, che andando in giro con macchine di lusso o vestiti griffati attirano l’attenzione di molta gente, ammirati dal loro apparente benessere, tentanto di avvicinarsi a loro. Inevitabilmente siamo attirati da ciò che non possiamo avere, ma, invece di guadagnarcele quelle cose rimaniamo ad ammirarle.La ricchezza materiale attira amici che a loro volta sono attirati dalla materialità stessa. Una forma di invidia applicata.

Io stesso, prima, mi dicevo che se avevo tanti soldi ora potevo permettermi il lusso di tante belle cose.

Mettiamo però che la persona, ricca materialmente, sia povero di spirito, di emozioni, di sentimenti, perchè è illuso di poter avere tutto ciò che vuole disponendo dei soldi; cosa succede? Che viene abbandonato anche dall’amico che ha, ed è qui che entra in gioco il vero concetto di ricchezza.

Penso che a molti di noi sfugga questo banalissimo concetto. Siamo talmente distratti nell’ammirare chi ha più di noi che ci dimentichiamo totalmente di curare e valorizzare quello che abbiamo ( e spesso sono cose che valgono più dei soldi ); quindi siamo mossi da quei sentimenti di invidia, frustrazione e rabbia nel paragonarci a chi ha “materialmente” più di noi, rendendoci poveri di spirito e con l’ovvia conseguenza di farci perdere i veri amici, quelli che sono a loro volta ricchi di sentimenti.

Prima di dannarvi dunque su quello che non avete pensateci bene, e cercate di dare ricchezza a quello che già avete, soprattutto dentro di voi, solo così attirerete persone vere.

Pausa finita

La vita è troppo breve per passarla  piagnucolare.

Alla fine ci si rialza sempre, non tanto perchè uno è obbligato a farlo, ma perchè è la cosa più giusta in questi frangenti.

Le ultime settimane sono state molto pesanti da sopportare: tra problemi miei personali ( che rimarranno personali ) e i problemi di famiglia ( mio padre che, a causa di un’assunzione errata di farmaci è andato in ipoglicemia e si sospetta anche qualche malattia più grave ), ho avuto sulle mie spalle pesi enormi da sopportare.

Badate però a quando parlo di pesi enormi. Sono consapevole che la fuori ci sono cose ben peggiori e che, nonostante tutti i guai, in fin dei conti io sono fortunato.

La salute non mi manca, la forza neppure, cocciutaggine e volontà quanto basta che mi permetterebbe, se voglio, di raggiungere i miei obbiettivi nonostante le difficoltà e le spallate che devo tirare ogni volta.

Come mi è stato insegnato in questi ultimi anni, ho deciso seriamente di vedere il lato bello della vita, credere che ogni difficoltà, per quanto possa essere grave, può essere vissuta nell’ottimismo, nella voglia di non lasciarsi piegare dalle difficoltà. Amare la vita anche se la fuori sembra che il mondo faccia di tutto per seppellirti sottoterra.

Non bisogna mai permettere che ciò accada.

Basta pormi dei limiti, basta stigmatizzare la mia persona e il mio carattere, basta insicurezza.

La vita è breve e bisogna viverla, ho già sprecato fin troppo tempo.

Questo post, più che una spiegazione, è una promessa che faccio a me stesso.

Mi sono stati dati gli strumenti giusti per percorrere i prossimi passi nel migliore dei modi, sta a me utilizzarli nel Bene e non nel Male.

Ora posso dire di aver fiducia in me stesso, mai come in queste ultime settimane, non la perderò stando fermo ad aspettare miracoli o i colpi di fortuna. La fortuna esiste per chi la cerca, se la suda, se la costruisce, ed è giunto il momento di partire dalle fondamenta; dovranno essere solide, forti, incorruttibili. Una volta fatto questo costruirò il mio grattacielo senza pormi nessun limite, fin quando avrò vita per farlo e non importa a che punto arriverò, voglio sorridere sempre e qualunque sarà il risultato i miei occhi lo vedranno come un grande successo; semplicemente perchè ho deciso di credere in me e già questo è un motivo di felicità.

Avviso e Pausa dal blog

So che siete in pochi a seguirmi veramente, ma in ogni caso penso che sia giusto avvisarvi.

Mi prenderò una lunga pausa dal blog, ho bisogno di staccare la spina e pensare un po’ a me stesso.

Sono successe delle cose che hanno ridotto a pezzi la mia anima, e sfortunatamente non ho molta voglia di scrivere.

Non so quanto durerà questa pausa, ma credetemi sulla parola che ne ho veramente bisogno.

Se qualcuno avrà voglia di scrivermi può farlo su Twitter ( semmai ha un account ) o all’indirizzo email thepathofhonor@outlook.it ; chi ha il mio indirizzo email personale può scrivermi anche li.

Scusatemi per questo avviso in cui dico poco o nulla, ma come ho detto non ho molta voglia di scrivere.

A presto

Shinobi

Messaggio da “questomiomaltrattarmiinsaziabile”

Con questo post ho intenzione di avvisare tutti coloro che hanno scritto, in queste ore ad questomiomaltrattarmiinsaziabile , senza ricevere risposta.

In questo momento le sue condizioni di salute sono migliorate. Lei ,in mattinata, ha avuto un’emicrania con aura che le impediva di parlare, ma durante il corso della giornata la situazione è migliorata e ora ha bisogno di stare a riposo.

Mi manda a dirvi che vi ringrazia tutti per i massaggi che le avete mandato in queste ore e che, appena potrà, risponderà a tutti.

Vi porto i suoi saluti e le sue rassicurazioni sul suo stato di salute, mandandovi un forte abbraccio. Ritornerà, come sempre, più forte di prima

Deviazioni esterne

C’era una volta, circa 15 anni fa, un ragazzo che alle medie non ebbe modo di legare con nessuno perché…non l’ha mai saputo il perché.
Quel ragazzo entrò per la prima volta in un istituto per geometri, ma la sua mente si sentiva stretta in quell’aula, perché lui non era fatto per le cose tecniche; egli amava improvvisare, creare ed esprimere il proprio lato artistico.
Egli voleva diventare un pittore.
Si trovava in quella scuola perché i suoi genitori avevano un progetto: farlo lavorare, una volta diplomato, con suo zio; geometra già avviato e in piena attività.

Quello era il loro progetto, ma i desideri di quel ragazzo, per loro, non contavano un cazzo.

Dopo qualche giorno, egli già veniva di nuovo preso in giro. L’incubo delle medie si stava materializzando e lui non volle in alcun modo ripiombare in quel vortice.
Si disse che doveva cambiare, e passò un anno a guardare quello che gli altri facevano al solo scopo di imitarli per non essere mai più escluso. Egli scoprì la passione per il rock e per il metal, ma i pregiudizi di un paese dalla mentalità medioevale iniziarono a isolarlo:

Indemoniato! Ritardato! Vergognati ad ascoltare quella roba! Sei fulminato nel cervello! Fatti vedere da tua sorella, che è anche bona, almeno qualcosa di bello ce l’hai!!

Ogni giorno.
Lo stress fu talmente opprimente che lui un giorno, mentre tornava dal bagno, cadde a terra, svenuto, come se il cervello non ce la faceva più a sopportare quella vita, non riusciva più a sopportare di non essere accettato per quel che era.

Il ragazzo, da quel giorno, non fu mai più in grado di sopportare emozioni fortissime, e questo riempì il suo cuore di apatia, anche se in fondo era paura di essere se stesso; decise quindi di adattarsi sempre, e l’ha fatto per tanti anni, anche troppi.

15 anni dopo, quel ragazzo, non ha più gli amici per cui lui ha represso se stesso, non è più diventato geometra con suo zio.

Detta così sembra che quel ragazzo ha perso 15 anni della sua vita, per ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.

Vi sbagliate. Tutti questi errori gli sono serviti a capire che adattarsi agli altri, presto o tardi, è uno sbaglio che può essere pagato a caro prezzo.
Lui ha pagato, ha perso tante occasioni per far valere la sua vera natura.
Nonostante tutto questo tempo, egli ora è felice, perché finalmente può ricominciare da capo e costruire una vita dove al centro ci deve essere solo lui e l’amore verso se stesso.

15 anni di errori che possono sembrare una grave fardello da sopportare, ma lui quegli errori li commetterebbe di nuovo, visto che il premio è stato riscoprire il piacere di essere se stessi e di amarsi.

Questa è stata la vittoria più importante della sua vita.

Riconosciuto un corno

Approfitto di questo spazio per dire la mia sulla montagna di Fuffa che il nostro caro Governo, targato “L’Infiltrato di Berlusca detto anche il giovanotto del Fare un cazzo che gliene frega” Renzi, vuole far passare per chissà quale rivoluzione; ancor peggio il branco di pecoroni che gli stanno dietro.

In questi giorni è passata una modifica del codice sulla conservazione dei Beni Culturali, che “Riconosce” i professionisti del settore.

Una sintesi delle modifiche la trovate qui

Il testo completo, se vi va di leggerlo, lo trovate qui che potete scaricare e consultare.

Io vedo i miei colleghi che stanno festeggiando, che si sentono valorizzati. Ma di cosa si sentono valorizzati? Che qualcuno ora dice AH SEI UN ARCHEOLOGO ISCRITTO ( eventualmente ) ALL’ALBO?

Esticazzi ci metterei vicino a una cosa del genere.

Se leggi questa fantomatica “Legge Rivoluzione”, c’è il nulla! Il nulla cosmico: non c’è un piano di investimenti nel settore, non c’è un progetto occupazionale, non c’è un intervento per le migliaia di ragazzi laureati che campano a stento e devono anche pagare la partita IVA, non c’è nessun progetto di legge connesso; mi dite che cazzo c’è da festeggiare?

Si è sancita una cosa che, a livello morale e teorica, è  già scritta negli articoli della Costituzione.

Ci voleva una legge per capire che i Beni Culturali dovevano essere gestiti da chi li conosce e li ha studiati? E’ questo quello che si festeggia? Il fatto che le istituzioni ora per dire che sei archeologo, dopo che fai esami, lauree, contro esami per fare il dottorato e scuola di specializzazione, ti chiedono di fare un Esame di Stato solo per dire SEI ARCHEOLOGO?!!?!?

Me ne frego e me ne sbatto il cazzo!

Io voglio lavorare, voglio avere l’opportunità di poter sfruttare le mie conoscenze e preservare il patrimonio artistico, non voglio essere preso per il culo!!!

Molti si giustificano: E’ IL PRIMO PASSO E GNE GNE GNE….ci sono voluti 100 anni per far sto dannato primo passo!!!

Solo i Borboni, ai loro tempi, capirono anche con i fatti, che i Beni Culturali sono importanti, portando alla luce tesori come Pompei e Ercolano che ora stanno crollando pezzo per pezzo, porca di quella miseria!!!

Ma che cazzo avete da festeggiare? Il fatto che con sta stronzata ora il PD si accaparra i voti di quegli stronzi che lo credono?

Mi salgono i nervi appena vedo le foto di qualche coglione con il cartellone scritto #riconosciuto, con tanto di hashtag sia su Facebook che su Twitter;  mi ci gioco le palle che nessuno di loro ha letto la legge!!!

Scusate le sfogo, ma mi sono stancato di essere preso per il culo da questi signori; ma quello che mi fa rabbia, è vedere la gente, messa pecora, che crede a tutto, a tutto quello che gli viene detto tramite quattro immaginette memes del cazzo su facebook.

Sto Paese dovrebbe essere inghiottito dal Mediterraneo, ma all’Italiota medio basta che gli dai il calcio è qualche gossip del cazzo su Balotelli e lo fai felice e contento.

Ammorte #4 - Gente che si è fottuta il cervello

Su Whatsapp, spesso, hai dei contatti che nemmeno tu sapevi di avere e te li ritrovi li, e puoi osservarli mentre cambiano pic o stato.

Ci sta una tizia che lavorava con me, ai tempi della pizzeria, che mi sta facendo scompisciare dalle risate: litiga tramite gli status di Whatsapp!

Avete presente quando sotto ai contatti vi compare DISPONIBILE? Ecco lei modifica quello status mettendo frasi del tipo:

1)Sei un coglione

2)Pensi che non sei buono a fare un cazzo, e allora continua a pensarlo.

3)Tu non sei degno di me

4)Io sono sempre stata sincera, tu sei uno stronzo

5) Tua madre è famosa per aver messa al mondo cretini come te

6) Quello che dici vallo a dire a tua sorella

e tanti altri ancora che cambia al ritmo di uno ogni ora.

Partendo dal fatto che questa  ha la bellezza di 38 ANNI, e ripeto 38 ANNI, l’unico commento che mi sovviene è il seguente: se una tizia, si mette a fare ste stronzate su Whatsapp, significa che ha il cervello fottuto, e di brutto anche.

Siate umani per l’amor del Cielo.

Cicatrici

Passeranno molti anni ma quelle restano sempre.

Ci puoi far poco. Le fitte che ogni tanto ti vengono li, giusto in mezzo al cuore per poi andare dritto alla mente; per farti sentire stupido, idiota, cretino, tante altre cose che non sai nemmeno tu come definire.

Il ruolo delle cicatrici non è tanto quello di farti tornare a mente vecchie emozioni, ma quella di farti venire dei rimpianti anche dove, teoricamente, non ce ne sono.

Ti fanno analizzare a mente fredda e non coinvolta ogni aspetto della vicenda che te l’ha provocata, con una lucidità che all’epoca dei fatti non ti sarebbe mai appartenuta.

Le cicatrici sono quelle cose che passano e non passeranno mai.

Col tempo faranno sempre meno male, ma avranno la caratteristica dannata di farsi sentire, in un modo o nell’altro.