Quando il tuo peggior nemico è dentro di te e non lo riesci ad eliminare.
Stanco, davvero stanco di far del male a chi voglio bene…

Quando il tuo peggior nemico è dentro di te e non lo riesci ad eliminare.

Stanco, davvero stanco di far del male a chi voglio bene…

Love you to death - Kamelolt

Quando si conobbero lei aveva 15 anni
Come una rosa nera che fiorisce selvatica
E lei già sapeva che sarebbe morta

“Cos’è il domani senza di te?”
Questo è il nostro ultimo arrivederci

Lei diventò più debole ogni giorno
Mentre le foglie d’ autunno cadevano
Finché un giorno lei gli disse: “Oggi morirò”

“Com’era l’estate per te?”
Lei gli chiese con un sorriso
“Com’è il domani senza di te?
Replicò silenziosamente lui

Lei disse,

“Io sarò sempre con te
Sono l’ancora del tuo dolore
Non c’è fine a ciò che farò
Perché ti amo, ti amo fino alla morte”

Ma il dolore si acuì troppo
Il declivio della montagna troppo ripido
E le ferite non sarebbero mai guarite
Poiché il dolore della perdita
era più grande di quanto potesse sopportare

Lui disse,

“Io sarò sempre con te
Con l’ ancora del mio dolore
Tutto ciò che so, o che mai seppi
È che ti amo, ti amo fino alla morte”

“Cos’è il domani senza di te?
Questo è il nostro ultimo arrivederci?”

“Io sarò sempre con te
Sono l’ancora del tuo dolore
Non c’è fine a ciò che farò
Perché ti amo”

Eroe che osserva

Avete presente quelle scene dei film dove il protagonista, l’eroe o quello che vi pare, sta sul promontorio della montagna e osserva il mondo?

O quelli che ad esempio osservano da lontano ciò che li emoziona e poi scappano via perchè consapevoli che per loro non ci sia posto?

Ecco. Ciclicamente mi tocca avere quel ruolo.

Mi sento come uno di questi eroi, che si sono sacrificati per il bene altrui, che dentro di se sono felici e tristi allo stesso tempo: felici perché alla fine vedono che i loro sacrifici sono serviti a qualcosa, tristi perché in loro ci sono sentimenti contrastanti, vorrebbero essere loro i protagonisti di quei momenti ma non possono; questa è in sintesi buona parte della mia vita.

Alcuni potrebbero pensare che in fondo sia invidioso. Perché negarlo?

Per quanto sia affascinante il ruolo dell’eroe che, dopo aver salvato il mondo o la persona che ama, si limita ad osservare i sorrisi, la felicità, i momenti sereni che il suo operato ha generato per poi svignarsela verso luoghi sconosciuti dimenticato da tutti, ad un certo punto anche lui dovrebbe avere il diritto di godersi qualche momento di felicità.

In fondo penso che gli eroi siano degli sfigati: sono tanto impegnati nel salvare e nel voler bene gli altri al punto di sacrificare una parte di se, ma nessuno pensa che forse, anche loro, vorrebbero essere salvati da qualcuno.

Occasioni

Un bel giorno, una signorina mi chiama e mi dice che sono stato scelto per un corso di marketing. E fin li niente di nuovo per me.

Improvvisamente la signorina mi dice che i migliori verranno selezionati per partecipare a un progetto, pagato, e che avranno la possibilità di essere inseriti subito nel mondo del lavoro.

Come potete ben capire, dunque, dalla settimana prossima mi attende un periodo che dire intenso è poco. Dovrò studiare in maniera approfondita tutto quello che finora ho appreso solo per curiosità personale. Questo mi rende avvantaggiato, visto che non vado li da completo sprovveduto ma, mi rendo conto, li ci sarà sicuramente gente laureata in economia.

La vera guerra sta tutta li, ossia riuscire a essere migliore di qualcuno che su quelle cose ci ha buttato i giorni, mentre io ho letto qualche sito qua e la  o qualcosa su wikipedia.

In queste occasioni, ti rendi conto di come ognuno di noi deve essere aperto a ogni prospettiva senza porsi limiti. La curiosità innata mi ha garantito la possibilità di non essere ignorante in materia, la prova che di cultura non ci si deve mai saziare, mai.

Il mio obbiettivo è quello di trovare lavoro è andare via dal mio attuale ambiente familiare, a maggior ragione che in questo ultimo periodo vivo in una famiglia che ormai si è quasi sgretolata. La causa di questo? Una lunga storia, ma gli ultimi eventi mi spingono sempre di più a cercare una scappatoia per poter finalmente rompere le catene.

Questa è una bella occasione che mi si è presentata. Sono ben cosciente che non sarà facile, ma dentro di me sono più che determinato a giocarmela fino in fondo, vada quel che vada posso dire di averci provato. Sì, io mi sono laureato in archeologia,non in marketing, ma non butto al vento questa occasione, può essere tranquillamente una rampa di lancio verso qualcosa di più gratificante.

Come mi ha insegnato una persona a cui voglio un bene dell’anima, io non vado li a giocarmela semplicemente, vado sicuro di potercela fare dando fiducia alle mie capacità, al mio cuore e al mio cervello.

Non vedo l’ora di iniziare!

Cattiva semina

Spesso mi sono sentito dire:

Caro mio, si raccoglie ciò che si semina, chi semina vento raccoglie tempesta, se semini bene puoi raccogliere amore.

Vero. Penso che su questo siamo tutti d’accordo.

Quello che mi dispiace però, è che quando ci rendiamo conto di aver perpetrato una cattiva semina, diamo la colpa al clima e non a noi stessi.

Cerco di spiegarmi meglio.

Se nei fatti qualcuno si comporta male, lo stesso difficilmente ammetterà di aver sbagliato qualcosa, per vigliaccheria, perchè molti non voglio accettare una caratteristica fondamentale della loro natura umana, cioè che possono sbagliare.

Prendersi la responsabilità e chiedere scusa è una cosa bellissima: ci da la possibilità di fare ammenda e ammettere che nella nostra debolezza possiamo sbagliare. Lo sbaglio non è una cosa malvagia, è una lezione di vita. Ben vengano gli errori, anche più di una volta se questi ci devono aiutare a crescere.

Ma molti di noi siamo arroganti.

Siamo disposti a guardare ciò che ci piace, ciò che ci fare stare bene, ciò che ci fa sentire divini, ” IO SONO BRAVO, IO SONO GIUSTO E FACCIO TUTTO AL MEGLIO”; bene, è legittimo pensarla così, ma è anche da arroganti pensare che sia sempre così. Nel momento in cui uno si avvale di tale arroganza, non volendo inizia a buttare cattivi semi suo terreno, convinto di avere sempre ragione e stare sempre nel giusto.

Poi, quando arriva il conto finale, ossia il raccolto, ci si ritrova in mano con il frutto delle proprie azioni, indipendentemente se dall’altra parte il mondo abbia torto o ragione: tutto quello che succede e ci succede, nel bene o nel male, è frutto delle nostre scelte. Questa non è una scusante alle stronzate altrui , ma se si ha la presunzione che la fuori la gente sia cattiva e incomprensibile, mentre noi ci autoproclamiamo come persone sempre pie e giuste, significa che siamo disposti ad amare solo ciò che ci fa più comodo senza prenderci mai alcuna responsabilità.

Troppo bella la vita così.

Informarsi su internet : istruzioni per l’uso

Già ne parlai un po’ di tempo fa di questa fottuta tendenza ad informarvi su tutto tramite memes o link che che vi indirizzano su blog alla carlona sparsi su internet. Il più delle volte ( anzi sempre ), questi blog non riportano fonti di agenzia ( che vi ricordo sono ANSA, AGI, ADNKronos ecc ecc ) o un benché minimo rimando a una fonte esterna, preferibilmente ufficiale e registrata come da legge.

Ecco a voi delle semplici regole, che in realtà dovrebbero essere ovvie, ma a quanto vedo non lo sono.

1) I Social Network hanno la stessa funzione dei vecchi “aggregatori di feed”, cioè dei codici XML che vi permettono di tenere traccia degli aggiornamenti di un qualsiasi sito; il mio consiglio dunque è mettere “mi piace” a fonti ufficiali di sicura affidabilità. Quindi i Social Network sono come un UN MEZZO INTERMEDIAZIONE, ma siete voi che dovete avere il cervello sveglio da non limitarvi al solo leggere i titoli.

2) Quando vi trovate un Memes davanti, prima di condividere quell’informazione, andate su quel cacchio di Google, muovete le vostre belle dita e cercate fonti ufficiali e organi di stampa che riportino tale notizia.

3) Non vi limitate a leggere un solo giornale! In Italia purtroppo abbiamo degli organi di stampa che dire penosi è poco, decisamente poco. La stessa notizia confrontatela con più giornali, visto che alcuni, essendo schierati politicamente, tendono a smussare gli angoli della notizia per portare l’acqua al proprio mulino. O vi affidate alle agenzie di stampa ( ANSA per intenderci ), o vi leggete tre o quattro giornali al giorno e accendete il vostro cervello.

4) Questa è la cosa più importante: internet siamo NOI! Con questo voglio dire che se sulle vostre bacheche condividete una cazzata, c’è il rischio che quella cazzata venga vista come un fatto concreto! Quando cliccate sui quei MI PIACE e CONDIVIDI, vi accollate una responsabilità, ossia diffondere dei contenuti, e se diffondente delle notizie false o delle stronzate, non siete migliori di un TG4 o di un STUDIO APERTO, anzi siete peggio di loro.Diffondere notizie false è un danno, e non c’è bisogno che vi spieghi perchè.

Quindi, accendete il vostro cervello e usate come si deve internet!

Pillola #25

Vai su facebook e vedi gente che, credendo di essere simpaticissimissimissima, fotografa un piatto di Wurstel e birra, ovviamente con l’immancabile effetto vintage perchè altrimenti non sarebbe chiccccc, scrivendoci vicino GUTEN APPETIT…

Simpaticissimi come una sprangata sui denti.

Uguaglianza

Quante volte ho accennato in queste pagine la mia situazione di famiglia?

Molti mesi fa scrissi un post dove per colpa di questi litigi ebbi una delle mie crisi nervose.

Da allora molte cose sono cambiate, sia nel mio modo di agire che nel modo di vedere certi avvenimenti.

In questi giorni si è consumata un’altra faida, l’ennesima, dove io centro poco o nulla, ma essendo di famiglia non volendo esprimo ciò che penso.

Non voglio stare qui a raccontarvi i fatti miei in ogni dettaglio, ma posso dirvi qual è la radice marcia, il fulcro di queste questioni, ossia l’uguaglianza.

Nel mio caso si tratta di uguaglianza tra figli.

Si presume che in una famiglia i figli debbano ricevere lo stesso amore, gli stessi diritti e debbano rispettare tutti le stesse regole, più o meno.

Ecco la mia situazione: io vivo in una famiglia dove non c’è uguaglianza tra figli; una cosa che viene continuamente negata dai miei genitori ma in queste ultime ore è venuta di nuovo a galla. La cosa col tempo pesa, e a volte ho come la sensazione di vivere in un nido vuoto, dove si va avanti per sopravvivere e non per portare avanti un progetto comune.

Per mia fortuna ho iniziato a vedere la vita come un film, dove io sono sia il regista che l’attore. Un tempo mi incazzavo e avevo anche crisi nervose nel vedere le continue ingiustizie che subivamo io e mio fratello; ora invece so che la vita è mia e non posso stare fermo a piangermi addosso.

Nel mio piccolo cerco sempre di far valere le mie idee, che sia anche chiudermi in camera per non vedere nessuno.

Preferisco reagire in qualche modo, cercando sempre di non passare dalla parte del torto.

E’ una dura prova questa. In queste ore sono stato mandato a fanculo da mia madre, perchè lei cercava di difendere l’indifendibile, e sono stato tacciato come un pessimo figlio, salvo poi accogliere a braccia aperte chi invece gli ha rubato soldi, dignità e rispetto.

Sono stato sempre un tipo che dinanzi ai pesci in faccia ha sempre reagito; oggi, invece, ho capito che reagire è inutile e che forse sarebbe meglio prendere qualche pesce in faccia in più che proclamare guerra.

Nel frattempo rivolgo le mie forze su cose più importanti: inventarmi o trovarmi un lavoro degno di tale nome e andare via da tutto questo.

La gente di oggi…

  • Ha bisogno di buttarsi l’acqua gelata addosso per essere motivata a fare un po’ di beneficenza ( anche se la cosa è squallida è un bene che si siano raccolti un po’ di soldi ).
  • Dice di volersi circondare di persone sincere e buone, ma poi corrono appresso al primo stronzo di turno.
  • Dice di voler l’amore vero, sincero, puro, e invece vedi che ragionano sempre in base al loro organo genitale e sul conto in banca della loro, lasciatemelo dire, vittima; giustificandosi con teorie che nemmeno sanno dargli un senso compiuto.
  • Tratta una merda chi è buono con loro, salvo ricordare la loro esistenza quando si devono lamentare di qualcuno.
  • Dice che la politica è tutto uno schifo, che nulla può cambiare, e poi dietro alle urne piazzano il loro voto sempre sugli stessi simboli.
  • Si lamenta che la TV è spazzatura e poi su internet fanno diventare famosa gente riprovevole come Giuseppe Simone, Giuseppe Sapio, Andrea Diprè e tutti sti fenomeni da baraccone.
  • Ti riempie di promesse che puntualmente non mantengono e poi ti accusano di essere cattivo se li mandi a fanculo.
  • Ti aggiunge su facebook per farsi i cazzi tuoi, non interagisce mai con te, la cancelli, e ti considerano pezzi di merda che li hai eliminati, solo perchè non possono vedere le tue foto.

Di certo io ho i miei difetti, tipo quello di sparare a zero sui miei simili come ho fatto ora, in un raptus di megalomania facendo credere che io sia casto e puro, invece no! Sono un umano come sta gente che ho elencato e sbaglio anche io, ma cerco di migliorarmi, in modo particolare cerco di non essere una merda vivente come la gente da me elencata.

Per fortuna esistono altrettanti esempi di persone con un minimo di dignità e cervello che, nonostante lo schifo da me elencato, mi faranno sempre e comunque amare il prossimo.

Io Giuro, Io Prometto

Promettere e Giurare.

Due verbi che in sostanza vengono usati per lo stesso scopo, ossia la volontà di impegnarsi nel compiere una determinata azione verso gli altri, mettendo in gioco la loro fiducia. Certo i vocabolari possono dare una definizione più precisa di questa, ma il concetto non cambia.

Se non ricordo male ho già parlato di questi due verbi, quindi scusatemi se sono ripetitivo, ma quando sento di dover dire qualcosa su un determinato argomento lo faccio punto e basta.

Col tempo mi sono prefissato un impegno, cioè di non utilizzare mai questi verbi, neanche quando son sicuro di poter mantenere la parola data.

Il motivo è semplice: ritengo che chi usa questi verbi sia quasi, e dico quasi, sempre con la coscienza sporca.

Ho iniziato a vedere questi come dei verbi paraculo, perchè vengono usati da chi sa di stare in torto e cerca di rimediare mettendo in gioco addirittura la fiducia; chi lo fa, a mio parere, non ha mai capito il vero senso dei legami tra due o più persone, che si dovrebbero basare sulla fiducia di avere davanti a se una persona schietta, sincera e trasparente, non l’incoerenza.

Buon per voi se c’è qualcuno che mantiene le proprie promesse e i propri giuramenti, in quei casi alzo le mani, ma a mio modesto parere se queste persone sono in buona fede, possono anche fare a meno di questi verbi: se si è si, se no è no; semplicemente.

A proposito di questo, concludo questo mio intervento con un passo del Vangelo, il famoso Discorso della Montagna, dove Gesù parla proprio di questo:

Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare si, sì; no, no.

Non c’è bisogno di aggiungere altro.

Norther - Frozen Angel

insieme eravamo come una sola persona
tutto ciò che avevamo non può essere cancellato
il nostro amore sta svanendo, ora è andato via
il nostro tempo sta svanendo, così è andato via
il sangue che ci legava
ci terrà uniti fino alla morte

moriremo soli
mio angelo di ghiaccio
scompariremo da soli
da questo mondo
morirai da solo
mio angelo di ghiaccio
scompariremo da soli
da questo mondo

insieme eravamo come una sola persona
tutto ciò che avevamo non può essere cancellato
il nostro amore sta svanendo, il sentimento è andato via
il nostro tempo sta svanendo, ora è compiuto
non posso fare niente, non posso dire niente
scompari
mio angelo di ghiaccio

Verità contro Egoismo

A volte la verità non basta.

La verità, per quanto possa avere un potere risolutore, non sempre spinge in maniera decisa verso la scelta più giusta.

Noi tutti inseguiamo la verità, le risposte sincere, e odiamo le bugie, ma a volte capita che si è costretti a mentire.

Quando penso alle fantomatiche “bugie a fin di bene”, in automatico mi viene in mente il detto machiavelliano “il fine giustifica i mezzi; perchè? Perché alcuni sono talmente cocciuti ed egoisti che nonostante tu sia sincero e trasparente, non accettano qualcosa che vada contro i loro desideri; anche se loro fanno finta di volere il tuo bene in realtà pensano solo a se stessi.

Qui scatta la bugia a fin di bene.

Dici cose false, che non pensi, magari in grado di squartare in due il cuore di una persona.

In alcuni casi quelle bugie sono necessarie affinché ognuno vada per la  giusta strada. Il problema non sono le bugie, è l’egoismo che ci spinge e non accettare la verità.

Ci si lamenta che la gente sia bugiarda o falsa, ma prima di dirlo poniamoci la seguente domanda: sappiamo accettare la verità?